VILNIUS
Vilnius, capitale lituana adagiata sul fiume Nerìs e vicina al confine con la Bielorussia, fa risalire la sua fondazione al Granduca Gediminas nel 1323, anche se fra queste basse colline già vi abitavano millenni prima. Nel XIV secolo la città, sotto la guida di Vytatus, divenne un importante centro mercantile e culturale; alla costruzione di un'enorme cinta muraria sul finire del '400, seguirono un secolo di grande prosperità e due di declino; nel 1795 Vilnius e la Lituania passarono sotto il dominio zarista fino all'indipendenza del 1918, soffocata nel '20 dalla Polonia; con il patto Molotov-Ribbentrop del '39 l'intero territorio fu assegnato ai sovietici che tornarono nel '44 dopo l'occupazione nazista. La 'perestroika gorbacioviana' ha aperto la strada all'attuale indipendenza. La storia racconta secoli di continue occupazioni e spartizioni e lo testimonia con un'incredibile mistura di stili architettonici. Si può così ammirare nella città vecchia, Senamiestis, la cinta muraria restaurata e una delle sue porte più antiche, la cinquecentesca porta dell'Aurora. Molte sono le chiese barocche, tra le più belle la Chiesa di S. ta Teresa, del 1635-50 e la Chiesa di S. to Spirito, il più grande tempio russo ortodosso del paese, ricco di icone e di decorazioni rococò. Vicino alla grande Cattedrale, la piccola e bellissima Chiesa di S. ta Anna del 1580, parte di un complesso monastico quattrocentesco, è il più significativo esempio di gotico lituano: i suoi muri sono realizzati con 40 tipi diversi di mattoni rossi e gialli. Dalla torre del 1200 del Castello si gode uno dei panorami più belli su Vilnius: non solo affascinante centro storico, amalgama di stili architettonici, ma anche città aperta e internazionale, punto d'incontro di lingue e culture diverse, dove 'ognuno può sentirsi a casa propria'.