
Cina
Come tutte le culture orientali la tradizione cinese è pervasa da metafore, allusioni e simboli che consentono di astrarre il significato più autentico e non sempre raggiungibile dal linguaggio ordinario. Questa propensione verso la metafora simbolica ha accostato la psicoanalisi alla tradizione culturale cinese (e Zen).
IL FENG SHUI
Non è una religione o una filosofia, è un’arte, quella di saper riconoscere il respiro della Natura ed armonizzarsi con esso. È ricerca, valutazione degli elementi per scoprire vantaggi e valorizzarne l’utilizzo. Oggi si applica nella organizzazione, nell’architettura, nell’arredamento. In cinese Feng Shui si scrive usando due ideogrammi. Feng significa vento, soffio; Shui significa acqua. Vento ed acqua sono gli elementi naturali attivi, yang, nel paesaggio. Le testimonianze scritte sull’esistenza del Feng Shui risalgono alla dinastia Han (circa 1500 a.C.). I Cinesi hanno saputo portare quest’arte all’eccellenza e unirla con altre arti come la filosofia, la medicina, l’astrologia, l’astronomia dandole un carattere di universalità.
IL TAO
È il simbolo che riassume tutto il pensiero cinese. Il cerchio è l’unità che contiene due forze contrapposte ma complementari che fluiscono eternamente l’una verso l’altra e hanno una piccola parte dell’altra nel proprio interno. Le due forze sono chiamate dai cinesi yin e yang. Sono presenti ovunque e regolano, con il loro movimento, tutte le cose. L’una esiste perché esiste l’altra, non è possibile separarle né negarne una poiché si dissolverebbe il senso dell’altra. Lo yin viene definito come energia potenziale: la quiete, l’aspetto materiale, l’accumulare forza. Lo yang è l’energia che si esprime: il moviment , l’emanazione, l’esteriorità.
LA SCRITTURA
La scrittura cinese è la più antica conosciuta ed in qualche modo per essa la definizione di scrittura è riduttiva. Sono sei le categoria in cui tradizionalmente vengono classificati i caratteri. La classe più antica, comprende quelli che sono meglio noti come pittogrammi. Si tratta di rappresentazioni grafiche della realtà. Ci sono poi gli indicativi: rappresentazioni simboliche di oggetti e indicano un concetto. Quindi gli ideogrammi che nascono dall’unione di due o più caratteri semplici che assieme indicano un nuovo concetto. I composti sono costituiti da due elementi forma/suono: uno è un carattere omofono che viene preso a prestito per indicare la pronuncia, l’altro è un radicale che individua il senso generale della parola. Ci sono poi i prestiti, solitamente fonetici per cui un carattere viene scritto in modo totalmente identico ad un suo omofono. Infine i falsi sinonimi, cioè un carattere già esistente adottato con un’altra accezione. Graficamente i caratteri sono sempre contenuti in un immaginario quadrato. Parlata da almeno un quarto della popolazione mondiale, questa lingua ha numerose varianti dialettali (circa 750) e nella Repubblica Popolare Cinese è rappresentata ufficialmente dal Cinese Mandarino. Ma tutti i Cinesi condividono un’unica lingua scritta. Ciò ha permesso fin dall’antichità a persone di diverse aree dialettali di trovare un terreno di intesa comune.
IL CALENDARIO LUNARE
In Cina si usa il calendario lunare soprattutto nell’osservanza delle festività. Si tratta di un calendario lunisolare molto simile a quello ebraico. Prevede, infatti, anni comuni, composti da 12 mesi e da 353, 354 o 355 giorni, e anni embolismici, composti da 13 mesi e da 383, 384 o 385 giorni. Gli anni sono contati seguendo un ciclo di 60 anni. Fino al 1911 venivano contati partendo dal momento dell’ascesa al trono di ogni imperatore. Si usa contare questi cicli sessantennali a partire dal 2637 a.C., quando, secondo la tradizione, il calendario cinese fu inventato.
Ad ogni anno viene assegnato un nome composto da due parti: una radice celeste ed un ramo terrestre (12 animali).





