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ASIA CENTRALE

Sulla rete che collegava l'antica Ch'ang-an a Bisanzio dove per settecento anni, dal II sec. AC, si sono svolti i commerci della seta, l'Uzbekistan si annida nel cuore dell'Asia. Culla di civiltà vetustissime, sintesi di Oriente e Occidente, del mondo nomade delle steppe e di quello stanziale e colto dei grandi imperi, questa terra esercita uno straordinario fascino anche ora che, caduto l'impero sovietico, si impone urgente una ridefinizione di ruoli e identità politico-culturali. Islamica per influenza araba, sfarzosa e magnifica per volere del turco Tamerlano, la terra uzbeca respira ancora al ritmo segreto del suo passato risonante del clangore degli eserciti di Alessandro Magno e Gengiz-Khan e dei passi della lenta teoria dei mercanti di impalpabile, cangiante seta color di lontananza. I fiumi Syr-Darya e Amu-Darya delimitano la geografia dell'Uzbekistan che con la regione autonoma cinese dello Xinjang costituisce il Turkestan o Asia centrale, costituendone il centro tutt'assieme concreto e figurato. In questa ex repubblica sovietica infatti, chiusa a nord-ovest dalla steppa dell'altopiano paludoso dell'Ustyurt e occupato nel mezzo dalle rosse sabbie del Kyzylkum, si dispongono da nord a sud le più antiche città del mondo Khiva, Bukhara, Samarcanda e, spostate a est, Taskent e Fergana.

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